Glioblastoma

I Gliomi rappresentano una delle più frequenti forme di neoplasie (circa il 40%) e sono clinicamente suddivisi in 4 livelli secondo il sistema di classificazione istologico del W.H.O., all’interno del quale il glioblastoma multiforme (GBM, grado IV) costituisce la forma più comune e aggressiva. Tra i tumori cerebrali, il GMB colpisce principalmente gli adulti nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 70 anni, con prevalenza nel sesso maschile, ed è responsabile del 4% di tutti i decessi causati da forme tumorali, dato il tragico e repentino decorso stimato intorno ai 5 mesi.

Nonostante i progressi tecnologici e l’attiva ricerca nella patogenesi del GBM, la prognosi severa è rimasta pressoché invariata negli ultimi decenni, specialmente a causa della complessità del tumore. Infatti, l’interazione tra la chirurgia e la chemio e/o radio-terapia rappresenta il trattamento principale per il glioblastoma anche se non risulta essere sufficiente a garantire una buona qualità di vita ed una sopravvivenza superiore ai 2 anni. Di recente, molti ricercatori si sono concentrati sulle Cancer Stem Cells (CSCs), ritenute responsabili della crescita del tumore e della sua ricomparsa. Numerose testimonianze scientifiche hanno confermato le ipotesi di mutazioni aberranti delle CSCs e le loro proprietà tumorigeniche, in vitro e in vivo, in modelli murini. L’eradicazione di queste cellule staminali dai tumori è essenziale per ottenere una remissione stabile e a lungo termine del tumore, altrimenti resistente alla chemioterapia. Per un maggiore successo nell’eradicazione tumorale, è possibile associare l’utilizzo delle Neural Stem Cells (NSCs), normalmente presenti nel tessuto cerebrale, per il delivery cellulare all’interno di approcci di terapia genica.

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