Miopatie congenite

Le miopatie congenite sono malattie eterogenee dal punto di vista clinico, genetico e morfologico, che colpiscono principalmente il muscolo scheletrico. Sono causate da alterazioni geneticamente determinate di varie proteine strutturali della fibra muscolare e la loro classificazione è basata sulle alterazioni della struttura del muscolo evidenziabili dalla biopsia muscolare.

Spesso queste forme esordiscono con ipotonia alla nascita, cioè debolezza muscolare, che è di solito lentamente progressiva. La debolezza del diaframma e la conseguente insufficienza respiratoria possono essere invece gravi. I pazienti hanno un’espressione tipica, data dalla debolezza dei muscoli mimici e sono molto diffusi i dismorfismi facciali e le malformazioni osteoarticolari. Le forme più comuni di miopatie congenite sono:

Miopatia “central core” e “multi-minicore”
La miopatia “central core” è una delle forme più frequenti, caratterizzata da aree centrali (“central cores”), con disorganizzazione della struttura miofibrillare e assenza di mitocondri. Il gene maggiormente affetto è il gene della rianodina (RYR1), le cui mutazioni nella maggior parte dei casi causano una patologia autosomica dominante. La miopatia “multi-minicore” si differenzia dal punto di vista istologico per la presenza di aree multiple di piccole dimensioni con disorganizzazione della struttura miofibrillare e assenza di mitocondri. L’ereditarietà è autosomico recessiva e può essere associata a mutazioni nel gene RYR1 o a mutazioni nel gene della selenoproteina N1 (SEPN1).

Miopatia nemalinica
Questa malattia è definita dalla presenza nelle fibre muscolari di piccole strutture bastoncellari, costituite da aggregati di proteine, ben visibili con l’esame in microscopia elettronica. Sono state identificate più forme genetiche: le più frequenti sono quelle autosomiche recessive da mutazioni nel gene della nebulina (NEB) e autosomiche dominanti da mutazioni nel gene dell’actina alfa 1 (ACTA1) e dell’alfa-tropomiosina 3 (TPM3). Più rare sono le forme dovute a mutazioni a carico dei geni troponina T tipo 1 (TNNT1), tropomiosina 2 (TPM2), cofilina 2 (CFL2), KBTBD13 e KLHL40.

Miopatia centronucleare
E’ definita dal caratteristico aspetto istologico con i nuclei che si trovano al centro delle fibre muscolari. Si conoscono forme con ereditarietà dominante e recessiva associate alle mutazioni nel gene della dinamina 2 (DNM2) e nel gene dell’amfifisina 2 (BIN1) e forme recessive legate al cromosoma X che nella maggior parte dei pazienti sono state associate a mutazioni nel gene della miotubularina (MTM1).

Miopatia con accumulo di desmina (miopatia miofibrillare)
E’ caratterizzata dall’accumulo di filamenti intermedi, costituiti da desmina e/o da altre proteine strutturali all’interno delle fibre muscolari. Sono state caratterizzate due forme principali, una legata a mutazioni nel gene della desmina (DES) e l’altra dell’alfa-beta-cristallina (CRYAB). Altre forme più rare sono invece associate a mutazioni nei geni della miotilina (MYOT), zaspina (ZASP) e filamina C (FLNC).

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