Covid-19 e Sclerosi Multipla: le terapie immunosoppressive potrebbero non incidere negativamente sull’infezione

Pubblicato su Multiple Sclerosis Journal dalla Dott.ssa Tiziana Carandini, neurologa del Centro Sclerosi Multipla dell’UOSD Neurologia-Malattie Neurodegenerative, “Centro Dino Ferrari”, il caso clinico di una giovane ragazza affetta da sclerosi multipla che ha contratto l’infezione da COVID-19 a distanza di pochi giorni dall’infusione di alemtuzumab, una terapia che deprime il sistema immunitario.

La ragazza ha sviluppato una forma caratterizzata da modesti sintomi respiratori e febbre, risoltasi in pochi giorni, nonostante lo stato di profonda immunosoppressione linfocitaria conseguente all’infusione di almentuzumab.

A distanza di circa un mese la paziente ha inoltre sviluppato una risposta anticorpale adeguata (testimoniata dalla positività degli anticorpi anti SARS-CoV2).

Il caso pubblicato suggerisce che la severità dell’infezione da COVID-19 non sia influenzata dalle terapie immunosoppressive nei pazienti con sclerosi multipla.

Un risultato positivo che conferma la necessità e l’importanza di investire nella ricerca per donare nuova speranza a tutti coloro che sono affetti da queste gravi patologie.

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